Il 17 gennaio 2026 in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dopo aver precedentemente concordato tutti i dettagli con don Salvatore Larocca, Amministratore Parrocchiale e Parroco della Parrocchia “San Giovanni Battista” del Duomo di Rosarno, Luciana e i numerosi pellegrini giunti da diverse località si sono raccolti presso la chiesa Sant’Antonio da Padova a Bosco di Rosarno, per vivere un pomeriggio intenso, colmo di silenzio, canto e invocazione. Un’esperienza che, come ogni autentica preghiera, ha portato frutto.

La missione apostolica di Luciana si esprime anche attraverso le sue meditazioni eucaristiche. L’Eucaristia, dono supremo dell’amore di Dio, consegnato all’umanità attraverso il Figlio, è stata il cuore pulsante dell’adorazione, guidata da lei con le sue meditazioni e animate da canti da lei composti e musicati. Parole e melodie si sono intrecciate come un’unica lode, elevando l’anima verso il Mistero.



Al termine dell’adorazione, don Salvatore ha presieduto con fervore e voce vibrante la Santa Messa solenne, anch’essa accompagnata dai canti spirituali di Luciana.



Durante l’offertorio sono state distribuite ai presenti le immaginette simbolo del tema di quest’anno: il Battesimo di Gesù nel Giordano, segno di inizio, di rivelazione e di comunione. Sul retro, la “Preghiera per l’unità dei cristiani”, scritta da Luciana, come invito a portare con sé, nella vita quotidiana, ciò che era stato celebrato.



Al compiersi dell’Eucaristia, don Salvatore ha guidato la recita corale di quella preghiera. Voci diverse, un solo cuore: un segno semplice e potente di quell’unità che non nasce dalle strategie, ma dall’incontro con Cristo, acqua viva che unisce tutte le sorgenti in un unico fiume di pace.

O Dio, Padre misericordioso,
il mondo geme per la durezza del cuore umano
e innalza a te il suo grido di aiuto.
Sostieni quanti, guidati dallo Spirito,
annunciano la vita nuova in Cristo Gesù
e operano per l’unità dei cristiani,
perché tutti possano conoscere il suo amore
e accogliere la sua Parola di salvezza.
Concedi a noi di celebrare con fede
la Pasqua del Signore,
nutriti dal pane di vita eterna
e dal calice della redenzione,
nella comunione fraterna di tutti i popoli,
riuniti in un solo corpo e in un solo Spirito.
Tu che sei Dio uno e trino,
accompagna il nostro cammino ogni giorno
e sostienici nella speranza dell’eternità.
Amen.
L’8 dicembre 2025 la Chiesa intera ha contemplato il mistero dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Culmine della Novena e vertice di un cammino orante, questa solennità ha visto ancora una volta radunarsi nella cappellina dell’Immacolata Fonte di Grazie i cuori dei devoti come fili d’oro intrecciati dall’amore per la Madre, per recitare il Rosario Meditato di Luciana Cannatà. Dopo la recita del Santo Rosario, Luciana, insieme ai numerosi pellegrini giunti da diverse località si è recata presso la Chiesa di Bosco di Rosarno per partecipare, dopo aver precedentemente concordato tutti i dettagli col vice parroco don Tonino Napoli, alla S. Messa solenne in onore dell’Immacolata Concezione.
Nella chiesa, con voce vibrante, don Tonino ha cantato la liturgia con fervore. Una celebrazione intensamente partecipata, immersa in un clima di gratitudine e di totale abbandono alla Vergine Immacolata, Madre tenera e Fonte inesauribile di grazia.

Luciana ha letto le sue preghiere dei fedeli. I canti da lei composti e musicati, hanno avvolto l’assemblea come un abbraccio sonoro.


Durante l’offertorio le immaginette di Maria Santissima Immacolata Fonte di Grazie con la preghiera di invocazione scritta da Luciana sono state passate di mano in mano.

Al compiersi della Messa don Antonino ha voluto guidare personalmente la recita della Preghiera all’Immacolata Fonte di Grazie:
O Maria Immacolata, Fonte di Grazie,
a Te ricorro in ogni momento della mia vita
per chiederti soccorso in ogni mia necessità.
Vedo che questa vita terrena
è un continuo peregrinare tra dolori e afflizioni.
Mi prostro ai tuoi piedi
per chiedere a Te, Regina di tutto il creato,
grazie e benedizioni.
O Madre benedetta, per mezzo del Tuo Figlio Gesù,
possa ottenere la grazia che in questo momento Ti chiedo…
(Seguono tre “Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre”)
A suggellare quella giornata colma di cielo, una fiaccolata silenziosa e orante ha preso forma, come un fiume di stelle che scende nella notte.


La Statua della Madonnina della chiesa è stata sollevata e portata in processione all’interno della chiesa stessa. Nel silenzio interrotto solo dal fruscio dei passi, la voce del sacerdote si è levata come un ritornello dell’anima, semplice e insistente, tenero come il saluto di un figlio alla Madre:
“Arrivederci Maria, arrivederci a domani. ”Un’invocazione ripetuta senza stancarsi, seguita da un’Ave Maria.

